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Mercoledì 8 Febbraio 2012    
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Compendio per l'Addestramento all'Igiene Orale PDF Stampa E-mail

LA PLACCA BATTERICA

La placca si forma da tutti quei residui alimentari non eliminati con un'accurata igiene orale, che si accumulano all'interno del cavo orale ed in particolare in tutte le anfrattuosità dentali e tra un dente e l'altro, e che successivamente si arricchisce di batteri e virus che normalmente vivono silenziosamente all'interno del cavo orale, senza creare (nella norma) necessariamente malattie.
In buona sostanza la placca diventa il loro nutrimento potendo stimolare la vitalità e la virulenza sia dei batteri che dei virus.
Invecchiando, la placca si arricchisce di ulteriori e maggiormente pericolose forme batteriche.
La placca, che si presenta trasparente ed incolore, può rappresentare lo stadio iniziale per la formazione del tartaro, ma mentre non tutta la placca si trasforma in tartaro, quest'ultimo non può formarsi in assenza della placca.
Alcune condizioni intraorali rendono inoltre più favorevole l'adesione della placca batterica alla superficie dei denti.
Il fumo è una di queste condizioni, causando la così detta "piastrellatura da fumo" rappresentata da depositi appiccicosi di nicotina e catrame che sono dei derivati dalla combustione delle sigarette.
Lo stesso dicasi per il the, per il caffè, per la cioccolata e per alcuni altri alimenti che permettono il deposito di sostanze adesive (teina, caffeina, etc..) sulle superfici dentali, alla stessa stregua dei prodotti esitati alla combustione delle sigarette, che favoriscono ulteriormente l'adesione della placca batterica ai denti.
Inoltre la placca, con la sua acidità, può rappresentare anche la causa di processi lesivi per lo smalto, generando gradualmente la carie dentale.
Al fine di evitare tutto ciò è bene rimuovere meccanicamente la placca con tutti i mezzi di igiene orale oggi disponibili.

LO SPAZZOLINO

Il mezzo principale dell'igiene orale è lo spazzolino, provvisto di setole artificiali (nylon-tynex) in quanto meno traumatiche, rispetto alle setole naturali usate in passato, sia a livello dello smalto che
dei tessuti molli, cioè della gengiva.
Le setole dovrebbero avere tutte la stessa altezza e le punte arrotondate, mentre la durezza delle setole deve essere scelta in base alle esigenze cliniche di ogni singolo Paziente.
La lunghezza della testina lavorante per un adulto dovrebbe essere di 3x1 cm mentre per i bambini varia da 0,8x2 a 0,8x2,5.
I ciuffi di sei setole ognuno devono essere ripartiti in 2,3 o 4 file.
Per quanto riguarda lo spazzolamento sarebbe preferibile non porre del dentifricio sulle setole dello spazzolino all'inizio dello spazzolamento, perché la bocca si riempie di schiuma e non è più visibile in tutti i suoi distretti, inoltre il dentifricio diminuisce il contatto tra setola e dente rendendo meno efficace lo spazzolamento.
Il manico dello spazzolino deve essere rigido o con una scarsa flessibilità.
Anche lo spazzolino elettrico trova una sua specifica indicazione soprattutto in soggetti con disabilità fisica degli arti superiori, ma può avere una sua specifica utilità quotidiana anche in soggetti non disabili, perché garantisce un massaggio gengivale più uniforme e ridistribuito.


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Nella norma è comunque sconsigliabile l'utilizzo esclusivo dello spazzolino elettrico, in quanto disabitua alla corretta metodica dello spazzolamento manuale.
L'igiene orale va iniziata con il solo spazzolino e acqua con micro-movimenti di lateralità trasversale e con lo spazzolino orizzontale e angolato di 45 gradi, (2-3 denti per volta) e le setole inserite nel solco gengivale; tale movimento permette un'iniziale sgretolamento della placca batterica intra-sulculare (contenuta nel solco gengivale).
La placca disgregata va successivamente asportata con un movimento di semirotazione dello spazzolino, diretto dal colletto verso la zona incisale o occlusale (il versante masticatorio dei denti).
La medesima manovra di rotazione assiale va effettuata sia per il versante vestibolare cioè esterno di ogni singolo dente, che per il versante linguale o palatino, cioè interno di ogni singolo dente.
Per effettuare una corretta manovra di rotazione assiale il movimento deve avvenire al livello del polso e non dell'intero braccio.
La finalità è infatti quella di rimuovere la "placca batterica" o la "materia alba"(residui alimentari grossolani) dal solco gengivale e dalla superficie dentale, inserendo dolcemente le setole anch'esse angolate a 45 gradi come la gengiva del solco, ed effettuando una rotazione dello spazzolino dal basso verso l'alto per l'arcata inferiore, e dall'alto verso il basso per l'arcata superiore.
In questo modo sono state pulite due superfici dentali delle 5 da pulire; un'altra superficie da pulire è la superficie occlusale o incisale cioè quella di battuta del dente , che andrà pulita sempre con l'uso dello spazzolino; in questo caso i movimenti di rotazione assiale saranno diretti dal centro del dente verso il vestibolo cioè verso l'esterno ,e verso il versante linguale o palatale cioè vero l'interno.
Lo spazzolino ad ogni passaggio va risciacquato con acqua corrente, per rimuovere i residui di placca batterica; abbiamo così pulito la terza superficie.
Segue lo spazzolamento gengivale, palatale e linguale "da dietro in avanti"e l'uso del raschialingua per evitare che la placca residuata sulla lingua venga successivamente a trasferirsi sui denti ,anche se appena puliti.
Restano ancora da pulire le due superfici interdentali, cioè quella più anteriore e quella più posteriore di ogni singolo dente.
Queste ultime superfici vanno pulite con il filo interdentale.
Secondo un recente protocollo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità un corretto spazzolamento dentale dovrebbe durare non meno di due minuti, per tre volte al giorno, subito dopo i tre pasti principali.

IL FILO INTERDENTALE

Esistono vari altri mezzi che servono a completare l'igiene orale, quali il filo interdentale , il dentrificio, i rivelatori di placca e gli attivatori gengivali.
Il filo interdentale è costituito da numerosi filamenti di nylon e viene inserito tra un dente e l'altro
per rimuovere tutti i residui alimentari che non sono stati rimossi con lo spazzolamento, in quanto le setole dello spazzolino possono penetrare solo relativamente nello spazio interdentale .
Il movimento del filo deve essere a sega e non verticale, al fine di evitare che il filo possa ferire, durante il suo inserimento nello spazio interdentale, la papilla gengivale (che è la gengiva presente nello spazio interdentale), superando violentemente il punto di contatto interdentale.
Il movimento a sega infatti garantisce un superamento graduale del punto interdentale.
E' preferibile l'utilizzo del filo non cerato in quanto non lascia microresidui di cera tra i denti e si apre a rete aumentando la superficie di lavoro.
Per ogni utilizzo la quantità di filo da prelevare è di 40-50 cm di cui la maggior parte va arrotolata su di un indice della mano ed il resto sull'altro indice della mano controlaterale.
Il filo dopo aver superato il punto di contatto interdentale va portato fino al limite tra dente e gengiva , aderenziato al massimo alla superficie dentale, e risalito con un movimento verticale verso


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il punto di contatto interdentale, al fine di "raschiare" con questo movimento tutta la placca presente sulla superficie di uno dei due denti prospicienti il medesimo spazio interdentale.
Quindi il filo va arrotolato su di un indice e srotolato dall'altro al fine di utilizzare un campione sempre pulito di filo, e la stessa identica operazione va ripetuta sulla superficie interdentale del dente contiguo e così per tutti gli spazi interdentali.


IL DENTIFRICIO

Il dentifricio va usato soltanto alla fine dello spazzolamento , in quanto il suo contributo è per lo più antiflogistico ,detersivo e additivato anche con prodotti antiplacca (clorexidina o fluoro).
Un buon dentifricio deve avere anche un bassissimo contenuto in acidi e in polveri abrasive e di pomice che pur avendo una migliore, quanto superflua, azione sbiancante sul dente, hanno una notevole aggressività sullo smalto, potendo addirittura incentivare la carie .
Lo "Sbiancamento Dentale" infatti in ambito professionale viene effettuato con specifiche tecniche, e sotto opportuna protezione sia dello smalto dentale che delle gengive.


I RIVELATORI DI PLACCA

I rivelatori di placca, che hanno il compito di evidenziare gli accumuli di placca batterica normalmente non visibili all'occhio umano, sono commercialmente disponibili sia in pastiglie da masticare e successivamente sciogliere in bocca, che in liquido da pennellare con la lingua all'interno del cavo orale.
I rivelatori di placca evidenziano anche la materia alba, una poltiglia biancastra e visibile dall'occhio umano (a differenza della placca che non è visibile ad occhio nudo), composta da residui alimentari , che tende a formarsi nella zona dei colletti, negli spazi interdentali o sui denti non allineati.
Dunque i prodotti rivelatori di placca hanno fondamentalmente la finalità di rendere visibile la placca batterica altrimenti invisibile ad occhio nudo, e permettere al Paziente di dedicare una maggiore attenzione ad una igiene orale più mirata alle zone con maggior accumulo di placca, piuttosto che indiscriminatamente su tutta la bocca .
Dopo avere rimosso completamente tutta la placca batterica, il rivelatore di placca, ove venisse riutilizzato, non dovrebbe assolutamente più colorare le superfici dentali.

COLLUTORI, CLOREXIDINA, OLII ESSENZIALI

Il collutorio rappresenta uno dei molteplici mezzi di igiene orale oggi disponibili.
Esso è in grado di raggiungere agevolmente anche gli angoli più nascosti del cavo orale, permettendo un'azione antisettica e antiplacca laddove gli altri mezzi di Igiene Orale non sono
potuti arrivare, migliorando ulteriormente l'Igiene Orale dei distretti già trattati, nonché l'alito, in quanto conferisce alla bocca del Paziente una piacevole sensazione di freschezza.
Il collutorio deve essere adoperato alla fine dell'Igiene Orale, facendo sciacqui per circa 30 secondi con 20 ml di prodotto, diluito con acqua, o non, a secondo delle specifiche istruzioni.
Esistono collutori con diversi principi attivi (alcool, laurilsolfato, glicole etilenico, benzalconio
cloruro, aneto, timo, betulla, etc..); ottimi sono quelli agli Olii Essenziali (OE), che esplicano una notevole azione antibatterica-antiplacca.
Esistono anche collutori alla cui base vi sono sostanze naturali estratte dalle piante da cui prendono il nome, la profumazione e il sapore (mentolo, eucaliptolo, etc..).
In generale l'azione dei collutori è prevalentemente antibatterica e antinfiammatoria, e riescono a garantire un'azione efficace contro i batteri responsabili di placca e alitosi, per circa 12 ore.


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La Clorexidina invece esplica un particolare controllo della placca batterica, agendo sulla sua struttura biochimica, disgregando i "ponti di calcio", rendendo così precario il suo aggancio alla
superficie dentale.
Inoltre la clorexidina svolge un'efficace prevenzione di gengiviti e periodontiti, ed è molto adoperata altresì come immediata protezione antisettica dopo interventi chirurgici del cavo orale, favorendo anche i processi di guarigione.

GLI ATTIVATORI GENGIVALI

Gli attivatori o stimolatori gengivali hanno la funzione di stimolare la circolazione sanguigna gengivale a livello papillare, riducendo l'edema e la congestione della gengiva sofferente e pregressamente attaccata da placca, materia alba o tartaro.
Tale presidio terapeutico è particolarmente utile nel corso della rimozione del tartaro superficiale (detartrage) e profondo (scaling), per facilitare il corretto riposizionamento gengivale.
L'attivatore gengivale si presenta come uno spazzolino che al posto delle setole ha un gommino a forma conica, che una volta inserito nello spazio interdentale, al di sopra del colle papillare,viene attivato con movimenti di micro-vibrazione e di micro-rotazione, esplicando un "massaggio gengivale".


MACCHIE DENTALI E SBIANCAMENTO DENTALE


Sulla superficie dei denti possono comparire delle macchie di varia colorazione che possono rappresentare un problema sia estetico che di salute dentale.
Alcune macchie, come già detto, possono essere causate da alimenti o abitudini di vita (piastrellatura da fumo da teina e/o caffeina), oltre che da pigmentazioni strutturali dei denti a seguito di patologie (necrosi pulpare=morte del nervo dentale, accumulo o carenza di fluoro etc..), ovvero all'uso di alcuni farmaci (tetracicline, etc..)
Evidentemente nel primo caso è possibile ricorrere a Tecniche di "Sbiancamento Superficiale", in quanto le macchie, pur se molto tenaci, si trovano sulla superficie dentale; nel secondo caso si necessita ricorrere a Tecniche di "Sbiancamento Profondo", in quanto sono interessati gli strati interni dei denti (effetto spugna).
In tutti e due i casi è comunque possibile risolvere il problema dopo una specifica diagnosi dell' Odontoiatra, con metodiche di "Sbiancamento Dentale Professionale"- Tooth Whitening"-, non aggressive per i denti e le gengive, di cui il nostro Studio è dotato.


L'ALITOSI

L'alitosi è uno stato patologico reversibile che può essere causato da diversi fattori, e a causa del quale si emette un odore sgradevole dalla bocca, tramite la fonazione e la respirazione (vedi)
Molto spesso l'alitosi è correlata ad una cattiva Igiene Orale, e circa il 50% della popolazione ne soffre senza esserne consapevole; il che, una volta assunta consapevolezza può diventare un
problema sociale e psicologico di notevole interesse per il Paziente.
Una delle cause del suddetto stato patologico è la presenza dei batteri contenuti nella placca, che trasformano i cibi contenenti zolfo, e lo rendono volatile ed eliminabile tramite il cavo orale.
Sono infatti i composti dello zolfo che fanno assumere all'alito l'odore sgradevole.
Altre cause dell'alitosi possono derivare da problemi digestivi e da disturbi al livello del fegato e dello stomaco; ma rappresentano soltanto il 10 % dei casi patologici.


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Talvolta anche l'uso prolungato di farmaci, o lo stress, possono diventare concause dell'alitosi, in quanto provocano la riduzione di saliva rendendo la bocca secca e favorendo l'emissione di zolfo volatile.
Per il controllo e la risoluzione dell'alitosi, è bene quindi associare ad una corretta e scrupolosa
Igiene Orale, anche alcuni antisettici chemioterapici specifici, quali per esempio i collutori agli Olii Essenziali (OE).
Oggi è possibile effettuare presso alcuni Studi Odontoiatrici (il nostro Studio ne è fornito) la "Diagnosi dell'Alitosi" tramite alcuni mezzi diagnostici che permettono di rilevare lo zolfo volatile nell'alito e nel respiro, anche con dosaggi inferiori a quelli percepibili comunemente dai sensi, permettendo così di prevenire in fase iniziale questo fastidiosissimo quanto imbarazzante sintomo.

 

ACIDITA' SALIVARE (PH)

La saliva è il più importante sistema di difesa della salute orale; essa protegge i denti fungendo da lubrificante, eliminando i residui di cibo e i batteri dalla bocca, fornendo calcio, fosfato e fluoro ai denti, formando una pellicola ed infine neutralizzando gli attacchi degli acidi con il suo ph basico.
Se la saliva è inadeguata, tutte queste funzioni sono compromesse.
Se il ph della saliva si abbassa, diventando più acido, essa non può più proteggere il cavo orale dagli attacchi degli acidi, ed anzi essa stessa diventa pericolosa sia per le gengive che per lo smalto dentale.
Se la saliva diminuisce in quantità, non può più garantire una corretta mineralizzazione dei denti (calcio, fosfato e fluoro), che si indeboliscono, diventando più sensibili alla carie o alla erosione.
Le cause dell'inadeguatezza salivare possono essere anche di origine dietetica, o secondaria all'assunzione eccessiva di sostanze diuretiche che disidratano, o di farmaci, o a causa del fumo, dello stress, o dell'eccessivo uso di alcool ed infine a causa di squilibri ormonali.
Oggi è possibile effettuare un "Test della Saliva" dal Vostro Odontoiatra (il nostro Studio è in condizione di effettuarlo) onde evitare o prevenire tutto ciò, e prestare una particolare attenzione alla Vostra bocca al fine di non generare altre patologie a cascata(vedi). Infatti nel caso in cui vi siano delle alterazioni della secrezione salivare, sia in senso quantitativo che qualitativo, Vi verranno consigliate delle soluzioni dietetiche e/o terapeutiche per risolvere il problema.

AFTE ED HERPES

Le afte (stomatiti aftose ricorrenti) sono delle lesioni infiammatorie-infettive della mucosa orale (gengive, labbra, palato, etc..) che possono manifestarsi soprattutto in seguito a fattori
microtraumatici e/o per carenze nutrizionali.
Esse sono particolarmente frequenti in Pazienti che fanno uso di apparecchi ortodontici, placche o dentiere, in quanto questi mezzi terapeutici possono provocare delle piccole lesioni, talvolta molto dolorose, all'interno del cavo orale.
Le afte molto spesso sono ricorrenti, infatti può capitare che lo stesso Paziente (soprattutto se con momentanea riduzione delle difese immunitarie, o in Pazienti che non esplicano una adeguata e corretta Igiene Orale) ne soffra più di una volta, e ripetutamente, anche in tempi ravvicinati, con una
durata che può anche raggiungere le due settimane per ogni singolo episodio.
Le zone maggiormente interessate sono le mucose delle labbra, delle guance, della gengiva e della lingua, e i punti di frizione e/o di morsicchiamento.
Durante la comparsa delle afte è bene evitare cibi e bevande irritanti ed adoperare prodotti specifici che favoriscano una veloce cicatrizzazione tramite la formazione di una pellicola protettiva (biofilm), che attenuino il dolore e che mantengano le condizioni ideali di acidità e umidità all'interno del cavo orale, per una più veloce guarigione.

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L'herpes labiale si presenta con lesioni vescicolari multiple al vermiglio labiale ed è generalmente causato dall'herpes virus simplex tipo 1.
Frequenti cause della malattia e delle recidive possono essere la luce solare, il freddo, il ciclo femminile, i traumi o lo stress.
L'herpes (zoster) anche detto "fuoco di Sant'Antonio" si accompagna ad eruzione di vescicole su fondo eritematoso raggruppate sul decorso di un nervo, ed accompagnato a dolori nevralgici spesso lancinanti al viso, alle labbra ed alla bocca.


LA FLUORAZIONE E LA JONOFLUOROPROFILASSI


Il fluoro è un elemento fondamentale per i denti dei bambini e dei ragazzi in crescita, soprattutto dopo i 4 anni, quando i denti da latte sono già spuntati e quelli permanenti sono ancora in formazione (anche se si consiglia l'assunzione di fluoro già in gravidanza, e fin dalla nascita del bambino).
Il fluoro è noto per rinforzare lo smalto dei denti, e favorire la rimineralizzazione della loro superficie.
Il fluoro sotto l'aspetto biochimico arricchisce la matrice organica dello smalto, di uno ione che trasforma la idrossiapatite in fluorapatite, che ha una resistenza strutturale di gran lunga superiore (3-5 volte), conferendo allo smalto dentale una maggiore resistenza alla carie.
Esso inoltre esplica una efficace protezione dalla carie, poiché rallenta la formazione della placca batterica.
La fluoroprofilassi si può effettuare sia all'interno dello Studio Odontoiatrico sotto forma di Jonofluoroprofilassi (il nostro Studio ne è fornito) che quotidianamente a casa mediante l'uso di chewingum o pastiglie masticabili (1-2-3 o 4 al giorno), che devono avere un contenuto crescente in fluoro a secondo dell'eta del bambino (oltre i 4 anni 1 mg al giorno).
La fluoroprofilassi può essere effettuata anche grazie all'assunzione di cibi o di liquidi (latte, acqua, etc..) opportunamente additivati di fluoro.
Anche la fluorazione va effettuata sotto attento controllo dell'Odontoiatra, perché un'assunzione quantitativamente errata di fluoro può rendere i denti troppo rigidi ed elevarne il rischio traumatico sotto carico masticatorio. 

                                                                                LA MOTIVAZIONE DEL PAZIENTE

Con la Responsabilizzazione e Fidelizzazione del Paziente si ottengono i massimi risultati.
L'igiene orale del Paziente sarà esclusivamente a suo beneficio e non a beneficio del Dentista.
Il Paziente che garantisce buona salute ed igiene alla sua bocca, ne favorisce anche una sua corretta funzione (masticazione, fonazione, digestione, estetica, etc..)
Ad ogni Paziente, dopo "l'Addestramento alla Igiene Orale" dovranno essere effettuati regolarmente dei controlli, per verificarne costantemente sia l'aspetto motivazionale che
l'attuazione delle corrette tecniche di igiene orale comunicategli, al fine di evitare una recidiva della formazione della placca batterica, del tartaro e delle complicanze che ad esse conseguono.


                                                                                           CONCLUSIONI

1) La placca comincia a riformarsi dal momento in cui è stata rimossa.
2) La placcogenesi (formazione della placca) avviene anche in mancanza di alimentazione, in quanto alla formazione della placca partecipano anche le cellule morte della mucosa orale, (alcuni miliardi di cellule al giorno) ed i microrganismi presenti normalmente in bocca.


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3) Ogni cibo procura formazione di placca batterica che è sempre tendenzialmente acida e quindi aggressiva sia per i denti che per la gengiva;alcuni alimenti (the, caffè, etc..), ed alcune
abitudini di vita (fumo, cibi appiccicosi) ne incentivano la formazione e l'adesione alle superfici dei denti.
4) L'igiene orale deve essere effettuata puntualmente dopo ogni ingestione di cibo, quindi è bene che i pasti siano regolarmente effettuati in orari prefissati (colazione, pranzo, cena).
5) E' bene dopo l'igiene orale non effettuare ulteriori apporti alimentari voluttuari (caffè,cioccolato,biscotti,snack,digestivi), ma anticiparli rispetto al momento dell'igiene orale.
6) All'igiene orale serale dovrà essere dedicata una attenzione ancora maggiore in quanto durante la notte l'autodetersione orale,masticatoria,fonatoria o deglutitoria è ridotta rispetto al giorno

 

 

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